CAMBIAMO INSIEME
LA NOSTRA TORINO

Ho cominciato a far politica da ragazzo, pochi mesi dopo la fine del Liceo, in una terra a forte impronta comunista quale era la bassa vercellese, caratterizzata dal latifondo agrario delle risaie e dal bracciantato agricolo di tanta povera gente che spesso non riusciva ad accompagnare il pranzo con la cena.
Io che ero già allora un liberale anticomunista mi candidai nella lista del prete: l'unico ad avere il coraggio di entrare in campo contro la violenza anche fisica che talvolta i comunisti esercitavano contro i loro avversari.
Dei comunisti, che allora dominavano la scena politica vercellese, imparai ad ammirare l'abnegazione, lo spirito di sacrificio, la totale dedizione al partito ma mi convinsi anche a combatterne l'ideologia violenta e sopraffatrice e la fedeltà cieca all'Unione Sovietica.
Crebbi come un cattolico liberale, imparai ad apprezzare l'economia sociale di mercato ed il personalismo cristiano che erano un giusto antidoto tanto all'oppressione marxista, quanto al liberismo di stampo americano.
Conobbi Berlusconi all'indomani dei miei trent'anni.
Ne rimasi affascinato e lui mi traghettò come su un'onda in Parlamento.
In vent'anni, da deputato, gli fui leale ma non servo.
In contrasto con lui, votai contro le guerre degli americani in Kosovo contro i fratelli serbi e in Iraq contro un dittatore che, a differenza di quanto sosteneva l'assordante propaganda americana, non possedeva alcuna arma di distruzione di massa.
Feci anche una battaglia personale contro l'orrendo "Porcellum", la legge elettorale di stampo sovietico, con cui Berlusconi si nominava i parlamentari come se fossero maggiordomi, anzichè membri del Parlamento, liberamente eletti dal popolo.
Ciò nonostante ho continuato a volergli bene e mi dispiace davvero che, nella parte finale della sua vicenda personale e politica, abbia subito questo triste appannamento.
Credo nella libertà d'impresa, nel diritto alla felicità della persona umana, nella fratellanza cristiana.
Anche a Torino vorrei liberare la mia città dal giogo oppressivo degli eredi del comunismo, qual è Fassino, che, con le loro clientele e i loro inciuci, hanno catturato una parte della borghesia e del ceto medio per spartirsi il potere dellla banche, delle imprese, delle amministrazioni pubbliche.
Chi trae beneficio da questo "Sistema Torino" non mi voti, perchè io sono in campo per rimuovere questi privilegi.

 
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  • UN GRAND BOULEVARD DA PORTA NUOVA AL LINGOTTO

    L’interramento della ferrovia, il cosiddetto passante ferroviario, proseguirà fino al Lingotto con l’edificazione di una nuova moderna Stazione. La stazione di Porta Nuova verrà chiusa al traffico ferroviario, conservando le sue parti esterne e diventando un attraente Museo, sull’esempio della Gare d’Orsay a Parigi. Al posto della ferrovia si potranno edificare edifici di pregio, comprensivi di spazi commerciali innovativi, pienamente integrati nel contesto urbano, grandi viali alberati e spazi per la cultura, l’aggregazione e l’attività ludico-sportiva. Insomma, nascerebbe il Grand Boulevard, da Porta Nuova fino al Lingotto, tratto distintivo della Torino del XXI secolo

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  • OSPEDALI, ASILI E CASE POPOLARI: PRECEDENZA AI TORINESI

    Assistenza, sanità, case popolari e asili nido: la precedenza, in tutti e quattro i casi, deve essere data, secondo un criterio oggettivo e giusto, ai torinesi, favorendo i cittadini italiani ed europei rispetto ai semplici residenti. È infatti un atto di giustizia anteporre i bisogni di chi ha lavorato qui una vita e ha fatto grande il Paese. È un atto di civiltà che potranno comprendere anche quanti sono messi in subordine nelle graduatorie: il loro impegno e la loro perseveranza saranno la migliore credenziale per un futuro migliore anche per loro quando, se lo vorranno, verrà loro riconosciuta la cittadinanza italiana.

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  • UNA TELECAMERA PER OGNI CONDOMINIO

    A Torino ci sono 11mila condomini: è venuta l’ora che il Comune faccia qualcosa per prendersi cura della sicurezza dei suoi abitanti. Il Comune potrà erogare un contributo ad ogni condominio pari al 50% del costo di una telecamera - circa 1.200 euro totali  - da installare nel condominio stesso. Si cambierebbe così la sicurezza degli abitanti di Torino. Questo potrà permettere l’individuazione di autori di delitti efferati, odiosi e pericolosi per chiunque. Rappresenta altresì un potente deterrente per la microcriminalità, che imperversa con i furti, le truffe ai danni dei più deboli, gli scippi e la violenze gratuite del bullismo. Le telecamere saranno tutte collegate con la Centrale unica della Polizia Municipale, messa in grado di intervenire con meno dispersione e maggiore tempestività.

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  • MILLE VIGILI URBANI DAGLI UFFICI ALLE STRADE NON PER FARE MULTE MA PER LA NOSTRA SICUREZZA
     
    Dobbiamo creare un apposito assessorato alla Sicurezza, alla Polizia Municipale ed all’Immigrazione che si confronti con la Prefettura e le Forze dell’Ordine. Fuori i vigili dagli uffici, e non per fare multe: almeno il 50% dell’intera Polizia Municipale deve essere impegnato come Vigile di Quartiere per poter meglio prevenire e reprimere tutti gli episodi di insicurezza. I Vigili di Quartiere dovranno operare anche nelle periferie e non soltanto nel centro storico: noi siamo per organizzare il servizio dei Vigili di Quartiere sulla base degli antichi piccoli borghi, anziché delle attuali, anonime e grandi circoscrizioni. Meno multe ai cittadini e più repressione contro i delinquenti: deve essere questo l’obiettivo della nostra Polizia Municipale.

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  • UNA CITTA' A MISURA DI QUATTROZAMPE

    Torino deve essere una città su misura anche per i nostri amici animali. Per questo è innanzitutto necessario che il regolamento numero 320 del Comune per la tutela e il benessere degli animali, venga pubblicato, diffuso e fatto rispettare. In quest’ottica, occorrerà realizzare corsi d’informazione ed aggiornamento per la polizia municipale con l’istituzione, presso la Sala Operativa, di uno specifico servizio di pronto intervento in caso di segnalazioni urgenti di maltrattamento o avvistamenti di randagi. Dobbiamo prevedere la realizzazione di campagne informative efficaci e capillari riguardanti le colonie feline e i canili per incentivare il volontariato zoofilo, la formazione dei volontari l'adozione degli animali, l'importanza sociale e sanitaria della sterilizzazione, la loro corretta gestione, le regole di convivenza e le relative normative vigenti. In questo senso, occorrerà prevedere una sterilizzazione di massa nelle colonie feline da parte del Comune attraverso convenzioni dirette con veterinari privati, con sostegno alle gattare che mantengono i felini a loro spese e spesso non hanno disponibilità per le sterilizzazioni. Tutti gli animali devono essere tutelati, compresi i “pet” come conigli, criceti, furetti, la fauna minore presente nei nostri parchi e la fauna selvatica ancora presente sul nostro territorio, con la ricreazione di un servizio di assistenza attivo 24 ore su 24. Divieto di spettacoli ed intrattenimenti con l'utilizzo di animali, incluso l'uso di animali come vincita o premio.

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